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GuidaGuida pratica · Scegliere e verificare l'avvocato

La prima consulenza: che cosa portare, che cosa chiedere, quanto costa

Il primo colloquio serve a due cose: far capire all'avvocato il problema in modo completo e capire dall'avvocato se e come conviene muoversi. Si prepara portando i documenti giusti, in ordine, con le date, e si conclude con tre risposte: quali sono le possibilità, quanto tempo serve e quanto costa. Tutto quello che si dice è coperto dal segreto professionale anche se poi l'incarico non viene conferito; ma la consulenza da sola non ferma nessun termine.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 5 min

In breve

  • Porti: gli atti ricevuti con la data di notifica, contratti, messaggi in ordine, una cronologia scritta, documento e codice fiscale.
  • Chieda: possibilità concrete, prove mancanti, rischi e spese in caso di sconfitta, tempi, alternative alla causa, chi seguirà la pratica.
  • L'avvocato deve spiegare la complessità e dare il preventivo scritto (art. 13 c. 5 L. 247/2012); tutto è coperto dal segreto professionale anche senza incarico (art. 6 L. 247/2012).
  • La consulenza può essere gratuita, a forfait o a ore: chiederlo prima. Non c'è un prezzo di legge.
  • La consulenza non ferma i termini: senza procura e senza atto depositato, nessuno la sta difendendo.

Che cosa dice la legge

Art. 13, commi 2, 3 e 5, L. 31 dicembre 2012, n. 247 — Conferimento dell'incarico e compenso

«Il compenso spettante al professionista è pattuito di regola per iscritto all'atto del conferimento dell'incarico professionale. La pattuizione dei compensi è libera: è ammessa la pattuizione a tempo, in misura forfetaria, per convenzione avente ad oggetto uno o più affari, in base all'assolvimento e ai tempi di erogazione della prestazione, per singole fasi o prestazioni o per l'intera attività, a percentuale sul valore dell'affare […]. Il professionista è tenuto, nel rispetto del principio di trasparenza, a rendere noto al cliente il livello della complessità dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico; è altresì tenuto a comunicare in forma scritta a colui che conferisce l'incarico professionale la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo fra oneri, spese, anche forfetarie, e compenso professionale».

Art. 6, comma 1, L. 247/2012 — Segreto professionale

«L'avvocato è tenuto verso terzi, nell'interesse della parte assistita, alla rigorosa osservanza del segreto professionale e del massimo riserbo sui fatti e sulle circostanze apprese nell'attività di rappresentanza e assistenza in giudizio, nonché nello svolgimento dell'attività di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale».

Atto ricevutoTermine che corre dalla notificaGuida
Decreto ingiuntivo40 giorni per l'opposizioneOpposizione a decreto ingiuntivo
Cartella di pagamento60 giorni per pagare, rateizzare o ricorrereLa cartella di pagamento
Avviso di accertamento60 giorni (adesione, acquiescenza, ricorso)L'avviso di accertamento
Lettera di licenziamento60 giorni per l'impugnazione scritta, poi 180 per il ricorsoImpugnare il licenziamento
Decreto penale di condanna15 giorni per l'opposizioneIl decreto penale
Verbale di multa60 giorni al prefetto, 30 al giudice di paceIl ricorso contro una multa
Atto di citazioneCostituzione 70 giorni prima dell'udienza indicataCome inizia una causa civile
Reato subito3 mesi dalla notizia del fatto per la querela (con eccezioni)La querela

La consulenza è un incontro tecnico, non una chiacchierata: l'avvocato ha bisogno di fatti, date e documenti, e in cambio deve dare una valutazione onesta, che può anche essere «non conviene» o «non c'è nulla da fare». Il dovere di trasparenza dell'art. 13 vale dal primo contatto: complessità, oneri prevedibili, e poi il preventivo scritto quando si conferisce l'incarico. La legge non fissa un prezzo per la consulenza, che ogni studio regola come crede; ciò che è vietato è far pagare qualcosa che non era stato annunciato. Per chi ha un reddito sotto la soglia esiste il gratuito patrocinio, che copre la difesa ma non la consulenza preliminare, e alcune convenzioni con associazioni o sindacati.

Come si prepara e come si chiude

  1. Prima: legga l'atto ricevuto e trovi la data di notifica; se un termine sta per scadere lo dica già al telefono o nella e-mail con cui fissa l'appuntamento, perché cambia la priorità. Scriva una cronologia di una pagina; metta i documenti in ordine di data, in copia; indichi chi è la controparte.
  2. All'inizio del colloquio: nome della controparte (per la verifica del conflitto di interessi), che cosa vuole ottenere (soldi, una casa, la fine di un rapporto, evitare una condanna) e che cosa è disposto a rischiare. Poi i fatti, tutti, anche quelli scomodi.
  3. Le domande: quali sono le possibilità reali e su quali prove si reggono; che cosa manca; che cosa succede se si perde, comprese le spese della controparte; quanto dura ogni fase; quali alternative esistono (diffida, negoziazione, mediazione, transazione); chi seguirà la pratica e come si comunica; quanto costa la prima fase e come si paga.
  4. Alla fine: se decide di procedere, preventivo scritto e lettera d'incarico, procura alle liti, elenco dei documenti da integrare e data della prima azione; se non decide, sappia che il termine corre e che ogni giorno di riflessione va sottratto ai giorni disponibili.
  5. Dopo: chieda una conferma scritta di quanto stabilito; se il rapporto non funziona, si può cambiare avvocato in qualunque momento, pagando il lavoro fatto; se la parcella non corrisponde al preventivo, esistono la conciliazione all'ordine e il parere di congruità (parcella contestata).

Due consigli che valgono per ogni materia. Il primo: non scelga sulla base di chi promette il risultato. Nessun avvocato serio garantisce l'esito, e chi lo fa sta vendendo qualcos'altro; le guide su come scegliere e come verificare un avvocato spiegano che cosa si può controllare (albo, specializzazione, assicurazione). Il secondo: un secondo parere è legittimo e a volte necessario, soprattutto prima di una causa lunga o di una transazione definitiva, ma va chiesto con gli stessi documenti e la stessa completezza, altrimenti si confrontano due valutazioni fatte su fatti diversi. Chi non conosce il lessico trova nel glossario le parole che sentirà nel colloquio, e nella guida su quanto dura una causa i numeri con cui misurare le promesse sui tempi.

Domande frequenti

Ho ricevuto un atto e non capisco nemmeno che cos'è: che cosa porto al primo colloquio?

L'atto completo, con la busta o la relata di notifica, perché la data di notifica è la prima cosa che l'avvocato guarda: da lì corrono i termini, e alcuni sono brevi (quaranta giorni per il decreto ingiuntivo, sessanta per la cartella e per l'avviso di accertamento, quindici per il decreto penale, sessanta per il licenziamento). Poi tutto ciò che riguarda il rapporto: contratto, lettere, e-mail e messaggi in ordine di data, ricevute di pagamento, foto, eventuali atti precedenti. Una pagina scritta con la cronologia dei fatti (chi, quando, quanto) fa risparmiare metà del colloquio e riduce il rischio di dimenticare un dettaglio. Se pensa di chiedere il gratuito patrocinio, porti anche la dichiarazione dei redditi: la soglia è 13.659,64 euro di reddito familiare.

Devo raccontare anche le cose che mi mettono in cattiva luce?

Sì, e prima possibile. L'avvocato costruisce la strategia sui fatti che conosce: se un fatto sfavorevole emerge dai documenti della controparte in udienza, la difesa è costruita male e a quel punto è tardi. Tutto ciò che dice è coperto dal segreto professionale (art. 6 L. 247/2012), esteso ai collaboratori e ai praticanti dello studio, anche se poi decide di non conferire l'incarico; l'avvocato non può essere obbligato a testimoniare su quanto ha appreso (art. 200 c.p.p.) e la rivelazione senza giusta causa è un reato (art. 622 c.p.). L'unico limite è la verifica del conflitto di interessi: se lo studio assiste già la controparte, l'avvocato deve dirlo e fermarsi, e per questo conviene indicare subito chi è l'altra parte, prima di raccontare i dettagli.

La consulenza si paga? E dopo, come funziona il preventivo?

Dipende dallo studio: alcuni offrono il primo contatto gratuitamente, altri chiedono un forfait o una tariffa oraria per la consulenza; la cosa corretta è chiederlo quando si fissa l'appuntamento, così non ci sono sorprese. Quando si passa all'incarico, la legge impone all'avvocato di rendere noto il livello di complessità della pratica e di comunicare per iscritto la prevedibile misura del costo, distinguendo compenso, spese vive e spese forfettarie (art. 13, c. 5, L. 247/2012); il compenso si pattuisce per iscritto e può essere a tempo, forfetario, per fasi o a percentuale sul valore dell'affare, mentre è vietato il patto di quota lite; se manca l'accordo, si applicano i parametri ministeriali. Le guide sul preventivo e sui costi spiegano che cosa aspettarsi per le cause più comuni.

Ho fatto la consulenza e l'avvocato mi ha detto che ci pensa: intanto sono protetto?

No. La consulenza non è la difesa: finché non firma la procura e l'avvocato non deposita o notifica un atto, i termini continuano a correre e la controparte può agire. Se ha in mano un atto con una scadenza, chieda subito, nel colloquio stesso, quale sia il termine e chi se ne occupa; se l'avvocato non può prendere l'incarico, lo dica chiaramente, così cerca subito un altro professionista. Chieda anche una conferma scritta, anche per e-mail, di ciò che è stato deciso: quali documenti mancano, quale atto verrà preparato e quando, quanto costerà la prima fase. Un parere orale non vincola nessuno e non si può far valere; se le serve una valutazione da mostrare a terzi, a un'assicurazione, a un socio o alla controparte, chieda un parere scritto, che ha un costo proprio.

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Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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