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GuidaGuida pratica · Scegliere e verificare l'avvocato

Come scegliere un avvocato

Non esiste l'avvocato migliore in assoluto: esiste quello adatto al vostro problema, alla vostra città e al vostro budget. Alcune verifiche sono oggettive (albo, titoli, assicurazione), altre si fanno al primo colloquio con le domande giuste. La legge impone a ogni avvocato regole precise su informazioni, preventivo e responsabilità: conoscerle vi mette in condizione di scegliere bene.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 7 min

In breve

  • Individuare la materia (penale, civile, famiglia, lavoro, amministrativo, tributario…) e il luogo del giudizio: restringe il campo e orienta la ricerca.
  • Verificare l'iscrizione all'albo, i titoli ufficiali (specialista in uno dei tredici settori, cassazionista) e l'assicurazione obbligatoria, che l'avvocato deve rendere nota (art. 12 L. 247/2012).
  • Al primo colloquio fare le domande giuste: esperienza nel tipo di caso, valutazione onesta delle possibilità, strategia, tempi, chi seguirà la pratica, costi.
  • Pretendere il preventivo scritto, che è obbligatorio (art. 13, comma 5), e un accordo chiaro sul compenso; firmare la procura solo dopo.
  • Diffidare di chi promette il risultato, chiede contanti senza fattura, non richiama, si fa contattare da intermediari.

Primo passo: che tipo di avvocato serve

L'avvocatura italiana è unica (non esistono, come altrove, avvocati «di tribunale» e avvocati «consulenti»), ma la pratica è specializzata. Il primo passo è capire in quale area rientra il problema e davanti a quale giudice si svolgerà l'eventuale causa: la mappa delle competenze aiuta. Un processo penale richiede un penalista che frequenti quel tribunale; una causa di lavoro un giuslavorista; una separazione con patrimoni e figli un familiarista; un ricorso contro la pubblica amministrazione un amministrativista, che non è detto sia nella vostra città (il TAR è regionale). Per le questioni quotidiane (contratti, condominio, multe, recupero crediti, successioni semplici) un avvocato civilista di fiducia, vicino, è spesso più efficiente di uno studio grande e lontano. Le aree di questo sito seguono questa logica, e l'elenco raggruppa gli avvocati per settore e città.

Le verifiche oggettive

  1. Albo. Il titolo di avvocato spetta solo a chi è iscritto a un ordine circondariale; l'iscrizione si verifica nell'albo online del Consiglio nazionale forense o dell'ordine locale (la pagina come verificare un avvocato spiega come). L'albo indica anche le sospensioni e i titoli.
  2. Specializzazioni. Il titolo di specialista è riservato a chi lo ha ottenuto dal CNF dopo un percorso formativo biennale o per comprovata esperienza (almeno otto anni di iscrizione e cinque di attività prevalente nel settore), in uno dei settori fissati dal regolamento ministeriale (art. 9 L. 247/2012; DM 144/2015): diritto civile, penale, amministrativo, del lavoro, tributario, internazionale, dell'Unione europea, dei trasporti, della concorrenza, dell'informazione e digitale, della famiglia, dei diritti umani, dello sport. Chi si definisce «specializzato» senza il titolo fa pubblicità che deve comunque essere veritiera e non ingannevole (art. 10); chiedete in che cosa consiste, in concreto, l'esperienza.
  3. Cassazionista. Per la Cassazione, il Consiglio di Stato e le altre giurisdizioni superiori serve l'iscrizione all'albo speciale, che richiede almeno cinque anni di iscrizione e un esame, o otto anni e la Scuola superiore dell'avvocatura (art. 22). Indica esperienza, ma non è necessaria per i giudizi di merito.
  4. Assicurazione. Ogni avvocato deve avere una polizza di responsabilità civile professionale, che copre anche la custodia di documenti e somme dei clienti, e «rende noti al cliente gli estremi della propria polizza assicurativa» (art. 12): chiederli è legittimo.
  5. Struttura. Chi seguirà davvero la pratica? L'incarico è personale e l'avvocato che si fa sostituire o coadiuvare resta responsabile verso il cliente (art. 14), ma è giusto sapere chi risponderà alle vostre email e chi andrà in udienza.

Il primo colloquio: le domande da fare

Portate tutti i documenti e le date. Un buon avvocato al primo incontro ascolta, chiede, legge, e poi vi dice con franchezza quali sono le possibilità, i rischi, i tempi e i costi, anche quando la risposta è che non conviene fare causa: il dovere di informazione è una regola deontologica (art. 27 del codice deontologico forense) e la legge gli impone di «rendere noto al cliente il livello della complessità dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico» (art. 13, comma 5). Domande utili: quanti casi simili ha seguito e con quali esiti; qual è la strategia e quali le alternative (trattativa, mediazione, causa); che cosa succede se si perde, anche in termini di spese dell'altra parte; quanto dura in quel tribunale; chi lavora sulla pratica; come e quanto spesso sarete aggiornati; quanto costa ogni fase. Diffidate di chi promette il risultato: la prestazione dell'avvocato è di mezzi, non di risultato, e la pubblicità non può essere «equivoca, ingannevole, denigratoria o suggestiva» (art. 10, comma 2). Verificate infine il conflitto di interessi: l'avvocato non può assistere chi ha interessi contrapposti a un altro suo cliente, attuale o passato, sulla stessa vicenda (art. 24 del codice deontologico); per questo chiede i nomi delle altre parti.

Il preventivo e il mandato

Art. 13, commi 2, 3 e 5, L. 247/2012 — Conferimento dell'incarico e compenso

«Il compenso spettante al professionista è pattuito di regola per iscritto all'atto del conferimento dell'incarico professionale. La pattuizione dei compensi è libera: è ammessa la pattuizione a tempo, in misura forfetaria, per convenzione avente ad oggetto uno o più affari, in base all'assolvimento e ai tempi di erogazione della prestazione, per singole fasi o prestazioni o per l'intera attività, a percentuale sul valore dell'affare […]. Il professionista […] è altresì tenuto a comunicare in forma scritta a colui che conferisce l'incarico professionale la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo fra oneri, spese, anche forfetarie, e compenso professionale».

Il preventivo scritto è un obbligo dell'avvocato, non un favore: deve distinguere il compenso dalle spese vive (contributo unificato, marche, notifiche, consulenti) e dalle spese forfettarie, e può essere per fase (stragiudiziale, primo grado, appello), a ore, a forfait o a percentuale sul valore, purché non come quota del bene conteso (comma 4). Se il compenso non è stato concordato per iscritto si applicano i parametri ministeriali (comma 6). La procura alle liti è l'atto che autorizza l'avvocato a rappresentarvi in giudizio; il mandato è il contratto con cui gli affidate l'incarico, che si perfeziona con l'accettazione (art. 14): firmateli insieme al preventivo, dopo aver capito tutto. L'avvocato ha sempre la facoltà di rinunciare al mandato con le cautele necessarie a non pregiudicarvi, e voi quella di revocarlo in ogni momento pagando il lavoro svolto: la pagina su come cambiare avvocato spiega la procedura.

Se il budget è limitato

Chi ha un reddito familiare fino a 13.659,64 euro può chiedere il patrocinio a spese dello Stato, scegliendo un avvocato tra gli iscritti nell'apposito elenco dell'ordine: l'avvocato non può chiedere nulla al cliente ammesso, ed è un illecito disciplinare farlo. Esistono poi le convenzioni con sindacati e associazioni di consumatori, gli sportelli di orientamento degli ordini e, per la mediazione e la negoziazione assistita, forme di patrocinio dedicate. In ogni caso il compenso è negoziabile: un forfait per fase, pattuito prima, evita sorprese. Ricordate che chi vince una causa ottiene di regola la condanna dell'altra parte alle spese, ma i parametri liquidati dal giudice possono essere inferiori a quanto concordato con il proprio avvocato.

Segnali di allarme

SegnalePerché preoccupa
Promette il risultato o «conosce il giudice»Vietato dalla deontologia; l'obbligazione è di mezzi
Non dà il preventivo scritto o lo rimandaViola l'art. 13, comma 5; espone a parcelle non previste
Chiede contanti senza fattura o anticipi sproporzionatiLe somme ricevute vanno fatturate; l'anticipo deve essere proporzionato alla fase
Vi è stato «procurato» da un intermediario, in ospedale, in caserma o online a pagamentoL'accaparramento di clientela tramite terzi è un illecito disciplinare
Non risponde, non aggiorna, non consegna copia degli attiIl cliente ha diritto a essere informato e ad avere gli atti
Non chiede i nomi delle contropartiNon sta verificando il conflitto di interessi
Scoraggia ogni soluzione conciliativa o, al contrario, spinge a transigere senza spiegareDeve illustrare vantaggi e rischi di ogni strada, comprese mediazione e negoziazione

Il rapporto con l'avvocato è di fiducia, e la fiducia si costruisce con la chiarezza: un professionista che spiega, mette per iscritto e non ha paura di dire che una causa non conviene è, nella grande maggioranza dei casi, quello giusto.

Domande frequenti

Meglio un avvocato specializzato o uno generalista?

Dipende dalla materia. Per un processo penale, una causa di lavoro, un divorzio complesso, un ricorso al TAR o una questione tributaria conviene chi tratta abitualmente quel settore; per questioni semplici e locali (una multa, un contratto, un recupero crediti) un buon generalista di zona è spesso la scelta giusta. Il titolo di «specialista» è ufficiale solo se attribuito dal Consiglio nazionale forense in uno dei tredici settori previsti; per il resto conta l'esperienza concreta, che si può chiedere al colloquio.

Il primo colloquio si paga?

Non esiste una regola: alcuni studi offrono un primo incontro gratuito, altri lo fanno pagare come consulenza. Va chiesto prima. In ogni caso l'avvocato, dal conferimento dell'incarico, deve comunicare per iscritto la prevedibile misura del costo, distinguendo compenso, spese e oneri (art. 13, comma 5, L. 247/2012).

Posso scegliere un avvocato di un'altra città?

Sì: l'avvocato iscritto a un qualsiasi ordine italiano può patrocinare davanti a tutti i giudici della Repubblica, salvo la Cassazione e le giurisdizioni superiori, per le quali serve l'iscrizione all'albo speciale. Per le cause in tribunali lontani gli avvocati si avvalgono di un domiciliatario o sostituto locale, restando personalmente responsabili verso il cliente.

Che cosa devo portare al primo appuntamento?

Tutti i documenti, anche quelli che sembrano sfavorevoli, in ordine cronologico; le date importanti (notifiche, scadenze, udienze); i nomi delle altre parti, per la verifica del conflitto di interessi; le domande scritte. L'avvocato è tenuto al segreto professionale e a informarvi in modo chiaro sulle possibilità, i rischi, i tempi e i costi.

Domande collegate

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Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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