In breve
- Importi di primo grado (art. 13, c. 6-bis, DPR 115/2002): 650 euro nel caso ordinario e per il ricorso straordinario; 300 per accesso agli atti, silenzio, cittadinanza, residenza, soggiorno e ingresso, ottemperanza; 1.800 per i riti abbreviati dell'art. 119 c.p.a.; 2.000, 4.000 o 6.000 per gli appalti secondo il valore; pubblico impiego a scaglioni civili dimezzati; zero per l'accesso alle informazioni ambientali.
- Aumenti: +50% se il difensore non indica PEC (e fax) o la parte omette il codice fiscale; +50% in appello; raddoppio se l'appello è respinto o dichiarato inammissibile (c. 1-quater).
- Ogni domanda nuova paga: ricorso incidentale e motivi aggiunti con domande nuove sono «ricorsi» e scontano un contributo autonomo; la domanda cautelare e l'istanza di prelievo no.
- Chi paga: chi deposita, al deposito, solo in via telematica; alla fine è a carico del soccombente anche se le spese sono compensate.
- Le altre spese: notifiche (PEC gratuite, ufficiale giudiziario a pagamento), eventuali copie, consulenze, parcella dell'avvocato secondo i parametri e, se si perde, le spese della controparte.
Gli importi
«in tutti gli altri casi non previsti dalle lettere precedenti e per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nei casi ammessi dalla normativa vigente, il contributo dovuto è di euro 650».
| Tipo di ricorso | TAR (primo grado) | Consiglio di Stato (appello) | Norma |
|---|---|---|---|
| Ricorso ordinario (annullamento, risarcimento, ricorso straordinario) | 650 € | 975 € | art. 13, c. 6-bis, lett. e |
| Accesso agli atti (art. 116 c.p.a.), silenzio (art. 117), cittadinanza, residenza, soggiorno, ingresso, ottemperanza | 300 € | 450 € | lett. a |
| Accesso alle informazioni ambientali (D.Lgs. 195/2005) | esente | esente | lett. a |
| Pubblico impiego | scaglioni civili per valore ridotti alla metà (118,50 € fino a 26.000; 259 € fino a 52.000 e per il valore indeterminabile; 379,50 € fino a 260.000); esenzione per redditi fino a 40.978,92 € | +50% | lett. b; art. 13, c. 3; art. 9, c. 1-bis |
| Rito abbreviato (art. 119 c.p.a.: espropriazioni, telecomunicazioni, energia, autorità indipendenti, ecc.) | 1.800 € | 2.700 € | lett. c |
| Appalti e concessioni (art. 119, c. 1, lett. a e b): valore fino a 200.000 € | 2.000 € | 3.000 € | lett. d |
| Appalti: da 200.000 a 1.000.000 € | 4.000 € | 6.000 € | lett. d |
| Appalti: oltre 1.000.000 € o senza dichiarazione di valore | 6.000 € | 9.000 € | lett. d; art. 14, c. 3-ter |
| Ricorso incidentale, motivi aggiunti con domande nuove | stesso importo del ricorso | stesso importo | c. 6-bis.1 |
| Appello respinto, inammissibile o improcedibile | — | ulteriore importo pari al contributo dell'appello | art. 13, c. 1-quater |
Negli appalti il valore è l'importo a base d'asta indicato negli atti di gara e, per le sanzioni, la somma irrogata (art. 14, c. 3-ter): la dichiarazione di valore va inserita nelle conclusioni del ricorso, altrimenti si paga il massimo di 6.000 euro. Gli importi delle lettere a-e sono aumentati della metà se il difensore non indica la PEC e il fax o se manca il codice fiscale della parte (c. 6-bis.1): un errore formale che costa 325 euro. L'aumento della metà per i giudizi di impugnazione (c. 1-bis) porta l'appello ordinario a 975 euro, e il c. 1-quater impone a chi perde l'appello, anche incidentale, di versare un secondo contributo di pari importo: il giudice ne dà atto in sentenza e l'obbligo sorge al deposito. Le controversie sull'accertamento della cittadinanza davanti al giudice ordinario hanno una voce propria di 600 euro per ciascun ricorrente (c. 1-sexies), diversa dai 300 del ricorso amministrativo contro il diniego.
Chi paga, quando, e che cosa succede se non si paga
Il contributo è dovuto «per ciascun grado di giudizio» (art. 9) dalla parte che deposita il ricorso, contestualmente al deposito (art. 14, c. 1), e nel processo amministrativo telematico si versa solo con pagoPA dalla piattaforma della giustizia amministrativa, allegando la ricevuta; le amministrazioni pubbliche ricorrenti lo prenotano a debito. Le parti resistenti e i controinteressati che si limitano a difendersi non pagano; pagano invece se propongono ricorso incidentale o motivi aggiunti con domande nuove. La domanda cautelare, l'istanza di prelievo, l'istanza di fissazione e le memorie non scontano nulla, e neppure l'esecuzione della sentenza (che è però un giudizio di ottemperanza a 300 euro).
In caso di omesso o insufficiente pagamento la segreteria notifica entro trenta giorni l'invito al pagamento, con l'avvertenza che, decorso un mese, l'importo sarà iscritto a ruolo con gli interessi legali e con la sanzione dell'art. 71 del testo unico dell'imposta di registro, oggi pari al 70% del dovuto per le violazioni dal 1° settembre 2024, senza la riduzione prevista da quella norma (artt. 16 e 248). Il mancato pagamento non rende il ricorso inammissibile: il TAR lo tratta comunque, ma il debito resta e viene riscosso come un tributo. Chi è ammesso al patrocinio a spese dello Stato (reddito fino a 13.659,64 euro) non paga il contributo, prenotato a debito, e nelle controversie di pubblico impiego l'esenzione per reddito arriva a tre volte quella soglia (art. 9, c. 1-bis).
Le altre spese e la condanna alle spese
- Notifiche: il ricorso va notificato all'amministrazione e ad almeno un controinteressato; via PEC dall'avvocato non costa nulla, tramite ufficiale giudiziario o posta costano i diritti e le raccomandate (poche decine di euro per destinatario).
- Parcella dell'avvocato: secondo i parametri del DM 55/2014 per il giudizio amministrativo, per fasi e scaglioni di valore (valore indeterminabile per la maggior parte delle impugnazioni), oltre a spese generali del 15%, CPA e IVA; il preventivo scritto è obbligatorio e una parcella contestata si discute con il Consiglio dell'ordine.
- Verificazione e consulenza tecnica: se disposte dal TAR, l'anticipo è a carico della parte indicata dal giudice e alla fine segue la soccombenza.
- Spese di lite: chi perde è di regola condannato a rifondere all'altra parte compensi e spese liquidati in sentenza, oltre al contributo unificato; la compensazione è possibile per soccombenza reciproca o per questioni nuove o incerte, ma il contributo resta comunque a carico del soccombente.
- Lite temeraria: nei ricorsi manifestamente infondati il giudice può condannare al pagamento di una somma ulteriore in favore della controparte (art. 26, c. 2, c.p.a.), oltre alla responsabilità aggravata dell'art. 96 c.p.c.
Per un ricorso ordinario di primo grado, dunque, i costi vivi certi sono 650 euro più le notifiche, mentre la voce principale è la parcella; negli appalti il solo contributo può arrivare a 6.000 euro per grado, e la sconfitta in appello ne raddoppia il peso. Le regole del giudizio sono nella guida al ricorso al TAR e, per le gare, al ricorso negli appalti; i costi del processo civile sono nella pagina sul contributo unificato civile.
Domande frequenti
Quando e come si paga il contributo unificato al TAR?
Se vinco, il contributo unificato mi viene restituito?
Quanto costa l'appello al Consiglio di Stato?
Il ricorso al TAR per un concorso pubblico o per il pubblico impiego costa 650 euro?
Domande collegate
Fonti normative
- Art. 13 DPR 115/2002 — Importi del contributo unificato (comma 6-bis: processo amministrativo)
- Art. 14 DPR 115/2002 — Obbligo di pagamento e dichiarazione di valore
- Art. 9 DPR 115/2002 — Contributo unificato ed esenzione per reddito nel pubblico impiego
- Art. 16 DPR 115/2002 — Omesso o insufficiente pagamento
- Art. 248 DPR 115/2002 — Invito al pagamento
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
- TAR e Consiglio di StatoIl ricorso al TAR: termini, procedura, costiSessanta giorni dalla conoscenza, notifica e deposito, i tre vizi, sospensiva collegiale e monocratica, contributo unificato, motivi aggiunti, udienza, appello.
- Appalti pubbliciIl ricorso al TAR negli appalti: 30 giorni, stand still, inefficacia del contrattoImpugnare esclusione e aggiudicazione: 30 giorni dalla comunicazione, stand still di 32 giorni, sospensione con la cautelare, inefficacia del contratto, subentro.
- TAR e Consiglio di StatoLa sospensiva al TAR: cautelare collegiale, monocratica, ante causamLa sospensiva al TAR (artt. 55-62 c.p.a.): pregiudizio grave e fumus, camera di consiglio dopo 20 giorni, decreto monocratico, ante causam, appello in 30 giorni.
- TAR e Consiglio di StatoIl silenzio della pubblica amministrazione: il ricorso contro l'inerziaTermini del procedimento, silenzio-inadempimento, diffida facoltativa, ricorso ex artt. 31 e 117 c.p.a. entro un anno, commissario ad acta, silenzio-assenso e rigetto, indennizzo e risarcimento.
- TAR e Consiglio di StatoL'accesso agli atti amministrativi e l'accesso civicoAccesso documentale (interesse, motivazione, 30 giorni, limiti, controinteressati, ricorso al TAR o al difensore civico), accesso civico semplice e generalizzato (senza motivazione, riesame, ricorso), costi.
- TAR e Consiglio di StatoIl giudizio di ottemperanza: quando la PA non esegue la sentenzaRicorso ex artt. 112-114 c.p.a. per sentenze del giudice amministrativo e ordinario, commissario ad acta, penalità di mora, atti elusivi nulli.
- TAR e Consiglio di StatoIl ricorso straordinario (già al Presidente della Repubblica)Il ricorso straordinario (DPR 1199/1971): atti definitivi, 120 giorni, alternativo al TAR, dal 2026 decreto del Presidente del Consiglio di Stato, trasposizione.
- Il processo civileIl contributo unificato e gli altri costi vivi del processoScaglioni da 43 a 1.686 euro (art. 13 DPR 115/2002), +50% in appello e doppio in cassazione, metà per opposizioni e lavoro, esenzioni famiglia e reddito.
- Costi e gratuito patrocinioIl gratuito patrocinio nel processo civileSoglia di 13.659,64 euro di reddito familiare, domanda al Consiglio dell'ordine, ammissione in dieci giorni, avvocato dall'elenco, cosa copre, revoca e controlli, spese di soccombenza.
- Costi e gratuito patrocinioLa parcella è troppo alta: come si contestaAccordo scritto e preventivo, parametri DM 55/2014, conciliazione all'ordine, parere di congruità.