In breve
- Termine: 30 giorni per ricorso, ricorso incidentale e motivi aggiunti (art. 120 c.p.a.), dalla comunicazione dell'art. 90 o dalla messa a disposizione degli atti (art. 36 D.Lgs. 36/2023); bando lesivo dalla pubblicazione.
- Stand still: niente contratto prima di 32 giorni dall'aggiudicazione; la domanda cautelare notificata lo blocca fino alla decisione (art. 18 D.Lgs. 36/2023).
- Rito: termini dimezzati, decisione all'udienza cautelare o sentenza semplificata entro 45 giorni, deposito in 15 giorni; cauzione fino allo 0,5%.
- Esito: inefficacia del contratto (artt. 121-122) e subentro, oppure risarcimento (art. 124); chiedere sempre l'aggiudicazione e il subentro.
- Costi: contributo unificato 2.000 / 4.000 / 6.000 euro secondo il valore; motivi aggiunti gratuiti; appello con le stesse regole.
Termini e stand still
«Per l'impugnazione degli atti di cui al presente articolo il ricorso, principale o incidentale, e i motivi aggiunti, anche avverso atti diversi da quelli già impugnati, sono proposti nel termine di trenta giorni. Il termine decorre, per il ricorso principale e per i motivi aggiunti, dalla ricezione della comunicazione di cui all'articolo 90 del codice dei contratti pubblici […] oppure dal momento in cui gli atti sono messi a disposizione ai sensi dell'articolo 36, commi 1 e 2, del medesimo codice. Per i bandi e gli avvisi con cui si indice una gara che siano autonomamente lesivi, il termine decorre dalla pubblicazione».
| Atto | Termine | Decorrenza |
|---|---|---|
| Esclusione, aggiudicazione, altri atti della procedura | 30 giorni | Comunicazione (art. 90) o messa a disposizione degli atti sulla piattaforma (art. 36) |
| Bando o avviso autonomamente lesivo | 30 giorni | Pubblicazione (artt. 84-85 del codice) |
| Motivi aggiunti e ricorso incidentale | 30 giorni | Conoscenza dell'atto; notifica del ricorso principale |
| Affidamento senza bando | 30 giorni, o 6 mesi dalla stipula se l'avviso manca o è incompleto | Avviso di aggiudicazione motivato |
| Decisioni sull'oscuramento delle offerte | 10 giorni (rito dell'accesso, art. 116) | Comunicazione dell'aggiudicazione |
| Stipula del contratto | Non prima di 32 giorni; sospesa dalla notifica della cautelare | Ultima comunicazione dell'aggiudicazione |
Il TAR ha giurisdizione esclusiva sugli atti delle procedure di affidamento e delle concessioni (art. 133, c. 1, lett. e, c.p.a.) e la competenza è del tribunale della sede della stazione appaltante; il ricorso indica il CIG. Il codice del 2023 ha spostato la conoscenza degli atti a monte: con la comunicazione dell'aggiudicazione la piattaforma mette a disposizione di tutti i concorrenti non esclusi l'offerta dell'aggiudicatario, i verbali e gli atti presupposti, e ai primi cinque in graduatoria le offerte reciproche (art. 36), cosicché il termine parte da lì e l'accesso serve solo per ciò che è stato oscurato, con un ricorso lampo in dieci giorni. Lo stand still impedisce la stipula per 32 giorni dall'invio dell'ultima comunicazione dell'aggiudicazione (art. 18, c. 3, D.Lgs. 36/2023), tranne nei casi di offerta unica senza impugnazioni del bando, accordo quadro, sistema dinamico di acquisizione e contratti sotto soglia; e la sospensione automatica scatta con la notifica del ricorso contro l'aggiudicazione con domanda cautelare, fino al provvedimento cautelare di primo grado o alla sentenza se il merito è deciso all'udienza cautelare (c. 4), salvo che il giudice si dichiari incompetente o fissi il merito con il consenso delle parti. Chi impugna un'esclusione non gode della sospensione automatica, ma può chiedere la cautelare, che il giudice può subordinare a una cauzione fino allo 0,5 per cento del valore (art. 120, c. 9).
Il giudizio e i suoi esiti
«L'accoglimento della domanda di conseguire l'aggiudicazione e di stipulare il contratto è comunque condizionato alla dichiarazione di inefficacia del contratto ai sensi degli articoli 121, comma 1, e 122. Se non dichiara l'inefficacia del contratto, il giudice dispone il risarcimento per equivalente del danno subito e provato. Il giudice conosce anche delle azioni risarcitorie e di quelle di rivalsa proposte dalla stazione appaltante nei confronti dell'operatore economico che, con un comportamento illecito, ha concorso a determinare un esito della gara illegittimo».
- Ricorso: notificato alla stazione appaltante (anche presso l'amministrazione, oltre che all'Avvocatura, per far scattare la sospensione) e ad almeno un controinteressato, l'aggiudicatario; deposito con il contributo unificato commisurato al valore; domanda cautelare, domanda di annullamento, di inefficacia del contratto, di subentro e, in subordine, di risarcimento.
- Rito (artt. 119-120): termini processuali dimezzati, salvo quelli per notificare ricorso, incidentale e motivi aggiunti; il giudizio si definisce di regola all'udienza cautelare con sentenza in forma semplificata (art. 60) o a un'udienza fissata d'ufficio entro 45 giorni dalla costituzione delle altre parti; con esigenze istruttorie o di contraddittorio il rinvio non supera 30 giorni; sentenza depositata entro 15 giorni dall'udienza, con dispositivo anticipato se la motivazione è complessa.
- Ricorso incidentale e motivi aggiunti: l'aggiudicatario può contestare a sua volta l'ammissione del ricorrente (art. 42) e ogni nuovo atto della stessa gara si impugna con motivi aggiunti senza nuovo contributo (c. 7).
- Inefficacia obbligatoria (art. 121): se l'aggiudicazione è avvenuta senza bando quando era prescritto, con negoziata o affidamento fuori dai casi consentiti, o il contratto è stato firmato violando lo stand still o la sospensione automatica in modo da incidere sulle chance del ricorrente; il giudice fissa se opera dall'inizio o solo per le prestazioni residue, e può mantenere il contratto per esigenze imperative di interesse generale (non economiche), applicando allora le sanzioni alternative dell'art. 123; l'inefficacia non scatta se la stazione appaltante ha pubblicato l'avviso volontario per la trasparenza preventiva e atteso dieci giorni.
- Inefficacia facoltativa (art. 122): negli altri casi di annullamento dell'aggiudicazione il giudice decide se e da quando il contratto perde effetto, guardando agli interessi delle parti, alla reale possibilità del ricorrente di aggiudicarsi la gara, allo stato di esecuzione e alla domanda di subentro.
- Risarcimento (art. 124): se il contratto resta efficace, danno provato (utile mancato, spese di partecipazione, chance) con concorso di colpa per chi non ha chiesto il subentro senza motivo; il giudice fissa i criteri e assegna all'amministrazione un termine per una proposta, e la sua mancanza pesa sulle spese dell'ottemperanza; la stazione appaltante può rivalersi sull'operatore che ha causato l'esito illegittimo.
Costi, appello, errori da evitare
Il contributo unificato (art. 13, c. 6-bis, lett. d, D.P.R. 115/2002) è di 2.000 euro per controversie fino a 200.000 euro di valore, 4.000 tra 200.000 e un milione, 6.000 oltre un milione o quando manca la dichiarazione di valore, aumentato della metà se il difensore non indica PEC o la parte il codice fiscale, ed è sempre a carico del soccombente anche con spese compensate; in appello aumenta della metà, con le stesse regole processuali accelerate (art. 120, c. 12). Il rito accelerato rende l'appalto un contenzioso da preparare prima della comunicazione: chi partecipa a una gara importante legge subito il bando per impugnare le clausole escludenti, tiene pronta la memoria di accesso e verifica i documenti dell'aggiudicatario nei primi giorni. Gli errori più costosi sono contare i trenta giorni dall'accesso agli atti invece che dalla comunicazione o dalla messa a disposizione, non impugnare il bando lesivo aspettando l'esclusione, dimenticare la domanda di inefficacia e di subentro (che condiziona il risarcimento), notificare solo all'Avvocatura senza la copia all'amministrazione (che fa scattare la sospensione), e proporre ricorso senza cautelare, lasciando che il contratto venga firmato e la causa si trasformi in una richiesta di danni. In pratica: il ricorso negli appalti si vince con i tempi, non solo con i motivi.
Domande frequenti
Da quando decorrono i 30 giorni?
Dalla ricezione della comunicazione dell'esclusione o dell'aggiudicazione (art. 90 D.Lgs. 36/2023) oppure dal momento in cui gli atti sono messi a disposizione sulla piattaforma (art. 36): con il codice del 2023 l'offerta dell'aggiudicatario, i verbali e gli atti presupposti sono disponibili a tutti i non esclusi contestualmente alla comunicazione, e i primi cinque in graduatoria vedono anche le offerte reciproche. Non si aspetta quindi l'esito di un accesso agli atti: se qualcosa manca si impugna nei 30 giorni e si integrano i motivi aggiunti, che sui nuovi atti della stessa gara non pagano un nuovo contributo. Il bando che esclude di per sé (requisiti impossibili) va impugnato subito dalla sua pubblicazione.
Il contratto può essere firmato mentre il ricorso è pendente?
Non prima di 32 giorni dall'invio dell'ultima comunicazione dell'aggiudicazione (stand still, art. 18, c. 3, D.Lgs. 36/2023), salvo offerta unica senza impugnazioni, accordi quadro, sistemi dinamici e appalti sotto soglia. Se il ricorso contro l'aggiudicazione contiene la domanda cautelare, dalla sua notifica alla stazione appaltante il contratto non può essere stipulato fino alla decisione cautelare di primo grado o alla sentenza, se il merito è deciso all'udienza cautelare (c. 4). Il contratto firmato in violazione di queste regole può essere dichiarato inefficace se la violazione ha influito sulle possibilità del ricorrente (art. 121, c. 1, lett. c e d).
Se vinco il ricorso, ottengo l'appalto?
Solo se il giudice dichiara inefficace il contratto già stipulato (artt. 121-122) e accoglie la domanda di subentro, valutando i vizi, la reale possibilità di aggiudicazione, lo stato di esecuzione e gli interessi in gioco; per questo la domanda di conseguire l'aggiudicazione e di subentrare va sempre proposta (art. 124), perché chi non la propone senza motivo vede ridotto il risarcimento per concorso di colpa. Se il contratto resta in piedi, o la prestazione è già eseguita, resta il risarcimento del danno provato: utile dell'offerta e perdita di chance, con il giudice che fissa i criteri e assegna un termine all'amministrazione per fare una proposta.
Quanto costa e quanto dura?
Il contributo unificato è di 2.000 euro fino a 200.000 euro di valore, 4.000 fino a 1 milione, 6.000 oltre (e 6.000 se manca la dichiarazione di valore), aumentato della metà senza PEC o codice fiscale, sempre a carico del soccombente; per i motivi aggiunti sulla stessa gara non si paga; in appello l'importo aumenta della metà. Il rito è accelerato: termini dimezzati, udienza cautelare in due-quattro settimane, sentenza in forma semplificata entro 45 giorni dalla costituzione delle parti e deposito entro 15 giorni dall'udienza; con istruttoria o integrazione del contraddittorio il rinvio è di massimo 30 giorni. L'appello al Consiglio di Stato segue le stesse regole.
Domande collegate
Fonti normative
- Art. 120 c.p.a. — Disposizioni specifiche ai giudizi in materia di contratti pubblici
- Art. 119 c.p.a. — Rito abbreviato (termini dimezzati)
- Art. 121 c.p.a. — Inefficacia del contratto nei casi di gravi violazioni
- Art. 122 c.p.a. — Inefficacia del contratto negli altri casi
- Art. 124 c.p.a. — Tutela in forma specifica e per equivalente
- Art. 18 D.Lgs. 36/2023 — Il contratto e la sua stipulazione (stand still)
- Art. 36 D.Lgs. 36/2023 — Norme procedimentali e processuali in tema di accesso
- Art. 13, c. 6-bis, D.P.R. 115/2002 — Contributo unificato nei ricorsi sugli appalti
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