Offerta di lancioAvvocati: Pro a vita gratis · Lifetime da 199 €Pro a vita gratis per avvocati 10 postiRichiedi il postoRichiedi

GuidaGuida pratica · Costi e gratuito patrocinio

Le spese vive: contributo unificato, marche, notifiche, CTU, copie

Una causa costa la parcella dell'avvocato e una serie di spese «vive» che si pagano allo Stato, agli ufficiali giudiziari, ai consulenti e agli uffici del registro: alcune sono fisse e prevedibili, altre come la consulenza tecnica possono superare il contributo unificato di dieci volte. Ecco l'elenco completo, chi le anticipa, quali si recuperano dalla controparte e quali restano comunque a carico.

Verificato il 21 settembre 2026Lettura: 6 min

In breve

  • Regola: ciascuna parte anticipa le spese degli atti che compie e che chiede (art. 8 DPR 115/2002); alla fine il giudice le mette a carico di chi perde (art. 91 c.p.c.), salvo compensazione.
  • Costi fissi all'inizio: contributo unificato per scaglioni (da 43 a 1.686 euro, +50% in appello, doppio in cassazione) e 27 euro di anticipazione forfettaria per le notifiche d'ufficio (art. 30); marche e diritti per copie e certificati.
  • Costi variabili: notifiche tramite ufficiale giudiziario e posta (decine di euro), consulenza tecnica d'ufficio (da alcune centinaia a molte migliaia di euro, anticipata su ordine del giudice), consulenti di parte, testimoni, interpreti, custodi e delegati nelle esecuzioni, pubblicità delle aste.
  • Costo finale spesso dimenticato: l'imposta di registro sulla sentenza: 3% sulle somme di condanna, 200 euro fissa negli altri casi, dovuta in solido dalle parti (art. 37 DPR 131/1986).
  • Esenzioni: cause di lavoro sotto la soglia di reddito, mantenimento dei figli, amministrazione di sostegno, patrocinio a spese dello Stato (tutto anticipato o prenotato a debito dall'erario).

La mappa dei costi

Art. 8 DPR 115/2002 — Onere delle spese

«Ciascuna parte provvede alle spese degli atti processuali che compie e di quelli che chiede e le anticipa per gli atti necessari al processo quando l'anticipazione è posta a suo carico dalla legge o dal magistrato. Se la parte è ammessa al patrocinio a spese dello Stato, le spese sono anticipate dall'erario o prenotate a debito, secondo le previsioni della parte III del presente testo unico».

VoceQuanto (ordine di grandezza)Chi anticipaNorma
Contributo unificato43-1.686 euro per grado secondo il valore; metà nei procedimenti speciali e nel lavoro; 98 in famiglia; 278 nelle esecuzioni immobiliarichi iscrive la causa; il convenuto per riconvenzionali e chiamateart. 13 DPR 115/2002
Anticipazione forfettaria27 euro per gradochi si costituisce per primoart. 30
NotifichePEC dell'avvocato: gratis; UNEP: diritti e trasferta (circa 10-30 euro per atto e destinatario) o spese postali; all'estero: costi delle convenzionichi chiede la notificaart. 32; L. 53/1994
Copie e certificatidiritti di copia secondo gli allegati 6 e 7 (pochi euro a pagina, di più per le copie urgenti e autentiche); copie dal fascicolo telematico gratuite per le partichi le chiedeartt. 267-268
Consulenza tecnica d'ufficioonorari fissi, variabili (percentuali sul valore stimato) o a vacazioni secondo il DM 30 maggio 2002, più spese; da 500-1.000 euro per una perizia semplice a decine di migliaia per stime complesse, medico-legali di gruppo o contabilila parte indicata dal giudice (di solito chi la chiede, o in solido); parti obbligate in solido verso il CTUartt. 49-58; art. 8 DL 66/2014 (riduzione per patrocinio)
Consulente tecnico di partecompenso libero, di solito 30-50% di quello del CTUla parte che lo nomina; recuperabile solo se il giudice lo ritiene necessarioart. 201 c.p.c.
Testimoni e interpretiindennità e rimborsi modesti; interprete e traduttore liquidati dal giudicechi li chiedeartt. 45 ss. DPR 115/2002
Esecuzionicustode, delegato alla vendita, pubblicità sul portale delle vendite (100 euro per lotto) e sui siti, stima: migliaia di euro in prededuzione sul ricavatoil creditore procedente, con recupero sul ricavatoartt. 490, 559, 591-bis c.p.c.
Mediazione40-110 euro di avvio + 60-170 per il primo incontro; indennità del DM 150/2023 se prosegue; credito d'imposta fino a 600 eurociascuna parteart. 17 D.Lgs. 28/2010
Imposta di registro sulla sentenza3% sulle condanne al pagamento di somme; 200 euro fissa per accertamenti, rigetti e sentenze non patrimoniali; decreti ingiuntivi esecutivi e lodi esecutivi inclusiobbligo solidale delle parti; rivalsa sul soccombenteart. 37 DPR 131/1986; Tariffa, parte I, art. 8
Compensi dell'avvocatoparametri del DM 55/2014 per fasi e scaglioni, o accordo scritto; + 15% spese generali, CPA 4%, IVA 22%il cliente, con recupero dal soccombente nei limiti della liquidazioneart. 13 L. 247/2012; DM 55/2014

Le voci che pesano di più

La consulenza tecnica d'ufficio è la spesa meno prevedibile. Il giudice la dispone quando servono conoscenze tecniche (stime immobiliari, danni alla persona, contabilità, difetti costruttivi) e con la nomina indica chi deve versare l'acconto; il consulente può chiedere anticipi, e alla fine deposita la richiesta di liquidazione, decisa con decreto secondo le tabelle ministeriali (onorari fissi per gli atti tipici, variabili in percentuale sul valore della cosa stimata, a tempo per il resto, con vacazioni di due ore), aumentabili fino al doppio per difficoltà e ridotti per ritardo. Il decreto è impugnabile con opposizione entro venti giorni (art. 170 DPR 115/2002); le parti sono obbligate in solido verso il CTU e regolano poi tra loro secondo la sentenza. I consulenti di parte sono un costo aggiuntivo che il giudice rimborsa solo se ritiene la spesa necessaria e documentata.

L'imposta di registro arriva dopo la sentenza, spesso mesi dopo, con un avviso di liquidazione dell'Agenzia delle entrate a entrambe le parti: sulle sentenze di condanna al pagamento di somme è proporzionale (3%), e su una condanna da 50.000 euro sono 1.500 euro; sui decreti ingiuntivi esecutivi lo stesso; per le sentenze che accertano, rigettano o decidono questioni non patrimoniali è fissa (200 euro); sono esenti le sentenze di lavoro e quelle in materia di famiglia. L'obbligo è solidale: l'Agenzia può chiedere l'intero a chi ha vinto, che poi si rivale; per questo conviene chiedere in causa che l'imposta di registro sia posta a carico del soccombente e, in caso di transazione, regolarla espressamente. Dal 1° gennaio 2027 la materia passa nel testo unico dell'imposta di registro (D.Lgs. 123/2025), senza cambiamenti sostanziali annunciati.

Nelle esecuzioni il creditore anticipa tutto (contributo, notifiche del precetto e del pignoramento, trascrizione, stima, custode, pubblicità, delegato) e recupera in prededuzione sul ricavato: se l'asta va deserta o il debitore è incapiente, sono spese perse. Nelle cause di lavoro notifiche e atti sono a carico dell'erario e il contributo è dovuto solo sopra la soglia di reddito; in famiglia il contributo è basso e le spese sono di regola compensate, ma la CTU psicologica sui figli e le consulenze contabili sui redditi possono costare migliaia di euro, anticipati a metà.

Come contenerle

  1. Chiedere il preventivo completo: la legge impone all'avvocato di distinguere per iscritto «oneri, spese, anche forfetarie, e compenso» (art. 13, c. 5, L. 247/2012); un preventivo che tace la CTU e il registro è incompleto.
  2. Usare la PEC e il telematico: notifiche in proprio via PEC, copie dal fascicolo telematico, depositi telematici azzerano diritti e marche.
  3. Valutare la mediazione: l'accordo restituisce fino a 600 euro di credito d'imposta per parte e 518 di contributo unificato, ed esenta l'accordo da registro fino a 100.000 euro.
  4. Contestare le liquidazioni sproporzionate: opposizione al decreto di liquidazione del CTU entro 20 giorni; ricorso contro l'avviso di liquidazione del registro entro 60 giorni se la base imponibile è sbagliata (per esempio interessi e spese conteggiati due volte).
  5. Chiedere la condanna piena alle spese con nota spese dettagliata: contributo, anticipazione, notifiche, CTU anticipata, registro se già versato, oltre a compensi, spese generali, IVA e CPA; senza documentazione il giudice liquida solo il compenso.

Gli importi del contributo unificato e le esenzioni sono nella pagina sul contributo unificato; le regole sulla ripartizione finale tra le parti in quella su chi paga le spese della causa; la parcella e i parametri nella guida quanto costa un avvocato.

Domande frequenti

Chi paga la consulenza tecnica d'ufficio?
La anticipa la parte che il giudice indica nel provvedimento di nomina (di solito chi l'ha chiesta, o entrambe in solido a metà), sotto forma di acconto; alla fine il consulente chiede la liquidazione e il giudice fissa onorari e spese con decreto secondo le tabelle del DM 30 maggio 2002 (onorari fissi, variabili in percentuale sul valore stimato, o a tempo per vacazioni), decreto opponibile entro 20 giorni. Nella sentenza il costo della CTU segue la soccombenza: chi perde rimborsa anche l'acconto versato dall'altro. Le parti restano obbligate in solido verso il consulente, che può chiedere il pagamento a entrambe.
Quanto costa notificare un atto?
Se lo fa l'avvocato via PEC, nulla; tramite l'ufficiale giudiziario si anticipano i diritti e l'indennità di trasferta o le spese postali (art. 32 DPR 115/2002), in genere tra 10 e 30 euro per destinatario, di più fuori dal comune; per le notifiche a mezzo posta si aggiunge il costo delle raccomandate. Le notifiche richieste dal cancelliere o dal giudice sono coperte dai 27 euro di anticipazione forfettaria versati all'inizio (art. 30); nelle cause di lavoro e in quelle esenti da contributo sono a carico dell'erario.
Dopo la sentenza arriva una richiesta dell'Agenzia delle entrate per l'imposta di registro: è normale?
Sì. Le sentenze civili che definiscono anche parzialmente il giudizio, i decreti ingiuntivi esecutivi e i provvedimenti che rendono esecutivi i lodi sono soggetti a registrazione (art. 37 DPR 131/1986): 3% sulle somme oggetto di condanna, imposta fissa di 200 euro per gli altri casi (accertamenti, rigetti, sentenze non patrimoniali), con le parti obbligate in solido. L'Agenzia notifica la liquidazione a entrambe; chi ha vinto e paga può rivalersi sul soccombente, e chiedere al giudice che la sentenza ponga l'imposta a carico di chi perde. Dal 2027 la disciplina passa nel testo unico D.Lgs. 123/2025.
Se vinco, mi restituiscono tutte le spese?
Il giudice condanna il soccombente a rimborsare le spese «vive» documentate (contributo unificato, anticipazione, notifiche, copie, CTU anticipata, registro se già pagato) e i compensi dell'avvocato secondo i parametri, più il 15% di spese generali, IVA e CPA (art. 91 c.p.c.); può compensarle in tutto o in parte per soccombenza reciproca o per questioni nuove o incerte (art. 92). Restano a carico di chi vince le spese non riconosciute (perizie stragiudiziali non necessarie, viaggi, il compenso pattuito con il proprio avvocato oltre la liquidazione) e, se il soccombente è incapiente, tutte.

Domande collegate

Fai la tua domanda: rispondono gratis gli avvocati iscritti

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

Da leggere insieme