In breve
- Chiunque ha notizia di un reato procedibile d'ufficio può denunciarlo, a voce o per iscritto, al PM o alla polizia giudiziaria (art. 333 c.p.p.); nessun termine; anonime inutilizzabili.
- Per i reati a querela serve la querela entro 3 mesi (artt. 336-340; art. 124 c.p.): scrivete sempre che chiedete la punizione del colpevole.
- Dopo: iscrizione nel registro, indagini (1 anno, 6 mesi contro ignoti), avviso dell'archiviazione se lo chiedete, notizie dopo 6 mesi (art. 335 c. 3-ter).
- La persona offesa può nominare un difensore, presentare memorie, opporsi all'archiviazione, costituirsi parte civile; patrocinio a spese dello Stato senza limiti di reddito per le vittime dei reati violenti.
- Rischi solo per chi denuncia il falso: simulazione di reato (art. 367 c.p.) e calunnia (art. 368).
Denuncia e querela: chi, dove, come
«Ogni persona che ha notizia di un reato perseguibile di ufficio può farne denuncia. La legge determina i casi in cui la denuncia è obbligatoria. La denuncia è presentata oralmente o per iscritto, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria; se è presentata per iscritto, è sottoscritta dal denunciante o da un suo procuratore speciale. Delle denunce anonime non può essere fatto alcun uso, salvo quanto disposto dall'articolo 240».
| Denuncia | Querela | |
|---|---|---|
| Per quali reati | Reati procedibili d'ufficio (rapina, lesioni gravi, maltrattamenti, spaccio, truffa aggravata, furto aggravato, reati contro la P.A.) | Reati procedibili a querela (percosse, lesioni lievi, minaccia semplice, diffamazione, furto e truffa semplici, appropriazione indebita, danneggiamento, stalking salvo eccezioni) |
| Chi | Chiunque ne abbia notizia, anche non vittima | Solo la persona offesa o chi la rappresenta (genitori per i minori, legale rappresentante per le società con indicazione dei poteri) |
| Termine | Nessuno, salvo la prescrizione del reato | 3 mesi dalla conoscenza del fatto (art. 124 c.p.); 12 mesi per i reati sessuali; 6 mesi per alcuni reati |
| Forma | Orale con verbale, o scritta e firmata; anche tramite procuratore speciale | Stesse forme, più la raccomandata con firma autenticata, l'incaricato e l'agente consolare all'estero (art. 337) |
| A chi | Procura della Repubblica, carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza, polizia locale (ufficiali di p.g.); polizia postale per i reati informatici | |
| Si può ritirare? | No: il procedimento prosegue d'ufficio | Sì, con la remissione accettata dal querelato, che paga le spese salvo accordo diverso (art. 340) |
| Obbligo | Solo per pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio (artt. 361-362 c.p.), sanitari (referto, art. 365), cittadini per i delitti contro lo Stato puniti con l'ergastolo (art. 364) | Mai |
Un atto ben fatto contiene le generalità e i recapiti del denunciante con la dichiarazione o elezione di domicilio, anche PEC, che l'art. 90-bis impone al querelante per le notifiche; i fatti in ordine cronologico con date, luoghi, importi e persone coinvolte; il nome dell'autore se noto o gli elementi per identificarlo (targa, profilo, IBAN, numero di telefono); i testimoni; i documenti in copia (messaggi, contratti, referti, foto, estratti conto); la richiesta espressa di punizione del colpevole, che rende l'atto valido anche come querela; la dichiarazione di voler essere informati dell'eventuale richiesta di archiviazione (art. 408, c. 2) e la nomina del difensore se c'è. All'atto della presentazione l'ufficio attesta data e luogo e identifica la persona (art. 337, c. 4): pretendete la copia timbrata, che serve anche all'assicurazione, alla banca e per bloccare carte e documenti. Per lo smarrimento di documenti si presenta una denuncia di smarrimento, che non è notizia di reato; per le violenze in famiglia il codice rosso impone al PM di sentire la vittima entro tre giorni.
Che cosa succede dopo e quali sono i diritti della persona offesa
- Iscrizione: la polizia trasmette la denuncia al PM, che la iscrive nel registro delle notizie di reato (art. 335) a carico dell'autore se identificato o contro ignoti; da quel momento decorrono i termini delle indagini (un anno, sei mesi per le contravvenzioni; contro ignoti, entro sei mesi il PM chiede l'archiviazione o l'autorizzazione a proseguire, art. 415).
- Informazioni: fin dal primo contatto la persona offesa riceve le informazioni dell'art. 90-bis (ruolo, avviso dell'archiviazione, patrocinio, giustizia riparativa, servizi di assistenza); dopo sei mesi può chiedere lo stato del procedimento (art. 335, c. 3-ter) e in ogni momento il certificato delle iscrizioni.
- Partecipazione: la persona offesa può nominare un difensore, presentare memorie e indicare elementi di prova in ogni stato e grado (art. 90), sollecitare atti di indagine, farsi assistere nelle sommarie informazioni; per i reati violenti ha diritto all'avviso della richiesta di archiviazione anche senza averlo chiesto e a 30 giorni per l'opposizione (art. 408, c. 3-bis), 20 negli altri casi.
- Processo: se il PM esercita l'azione penale, la persona offesa danneggiata può costituirsi parte civile per il risarcimento, fino all'apertura del dibattimento; riceve l'avviso dell'udienza preliminare e della richiesta di patteggiamento per i reati con violenza alla persona.
- Costi: la denuncia è gratuita; l'avvocato della persona offesa è a carico dello Stato per chi ha reddito entro i limiti e, senza limiti di reddito, per le vittime di violenza sessuale, maltrattamenti, stalking, mutilazioni genitali e altri delitti elencati dall'art. 76, c. 4-ter, D.P.R. 115/2002.
Chi denuncia il vero non corre rischi, nemmeno se il procedimento viene archiviato o l'imputato assolto: la calunnia richiede la consapevolezza dell'innocenza dell'accusato, e la simulazione di reato l'affermazione di un reato mai avvenuto. Vanno evitate le accuse diffuse fuori dal procedimento (social, e-mail collettive), che sono diffamazione, e le denunce anonime, inutilizzabili per legge. Per i reati a querela il vero rischio è il tempo: la querela presentata dopo tre mesi è tardiva e il reato non è più perseguibile, mentre la denuncia per un reato d'ufficio può arrivare anche anni dopo, nei limiti della prescrizione.
Domande frequenti
Denuncia o querela: qual è la differenza e quale devo fare?
La denuncia (art. 333 c.p.p.) è la comunicazione di un reato procedibile d'ufficio: può farla chiunque ne abbia notizia, anche chi non è la vittima, senza termini. La querela (artt. 336-340) è la dichiarazione con cui la persona offesa chiede che si proceda per un reato procedibile solo a querela (percosse, lesioni lievi, minaccia semplice, diffamazione, furto e truffa non aggravati dopo la riforma Cartabia, appropriazione indebita, danneggiamento): va presentata entro tre mesi da quando si è saputo del fatto (dodici per i reati sessuali), altrimenti il reato non è più perseguibile. Poiché la qualificazione la fa il PM, la scelta pratica è scrivere un atto che racconti i fatti e contenga anche l'espressa richiesta di punizione del colpevole: così vale come querela se il reato lo richiede, e come denuncia negli altri casi.
Dove e come si presenta? Serve l'avvocato?
Al pubblico ministero (procura della Repubblica) o a un ufficiale di polizia giudiziaria: carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza, polizia locale, polizia postale per i reati informatici. Si può fare a voce, e in quel caso viene verbalizzata e firmata, o per iscritto con firma; la querela può anche essere spedita per raccomandata con firma autenticata o consegnata da un incaricato, e all'estero presentata al consolato. Alcune questure accettano la denuncia via web per reati minori (furto, smarrimento) con conferma in ufficio. L'avvocato non è necessario, ma è utile quando i fatti sono complessi, quando si vogliono chiedere sequestri o misure e per seguire il procedimento: la persona offesa può nominare un difensore, presentare memorie e indicare elementi di prova (art. 90), e ha diritto al patrocinio a spese dello Stato se il reddito rientra nei limiti, senza limiti per le vittime di violenza sessuale, maltrattamenti, stalking e altri delitti dell'art. 76, c. 4-ter, D.P.R. 115/2002. Chiedete sempre la copia con il timbro e il numero di protocollo.
Ho denunciato mesi fa e non so nulla: come faccio a sapere a che punto è?
Decorsi sei mesi dalla denuncia o dalla querela, la persona offesa può chiedere all'autorità che ha in carico il procedimento di essere informata sullo stato del medesimo (art. 335, c. 3-ter), e può chiedere alla procura il certificato delle iscrizioni relative al fatto denunciato (art. 335, c. 3). Se nella denuncia ha dichiarato di voler essere informata dell'eventuale archiviazione, riceverà l'avviso della richiesta e avrà 20 giorni (30 per i delitti con violenza alla persona e per il furto in abitazione) per vedere gli atti e opporsi indicando le indagini da fare e le prove (art. 408-410). Contro ignoti il PM deve chiedere entro sei mesi l'archiviazione o l'autorizzazione a proseguire (art. 415). Un difensore può inoltre depositare memorie e sollecitare atti di indagine.
Rischio qualcosa se denuncio e poi il procedimento viene archiviato?
No, se ha riferito fatti veri o che riteneva veri in buona fede: la denuncia è un diritto e l'archiviazione non la trasforma in un illecito. I rischi riguardano chi afferma falsamente che è avvenuto un reato mai commesso o ne simula le tracce (simulazione di reato, art. 367 c.p., reclusione da uno a tre anni) e chi incolpa una persona che sa innocente (calunnia, art. 368, da due a sei anni, con aggravanti), oltre alla diffamazione per accuse diffuse fuori dal procedimento. Le denunce anonime, invece, non possono essere utilizzate (art. 333, c. 3), salvo che costituiscano corpo del reato: chi vuole segnalare senza esporsi ottiene poco, mentre chi firma è protetto dal procedimento e dai suoi diritti di persona offesa.
Domande collegate
Fonti normative
- Art. 333 c.p.p. — Denuncia da parte di privati
- Art. 337 c.p.p. — Formalità della querela
- Art. 90-bis c.p.p. — Informazioni alla persona offesa
- Art. 408 c.p.p. — Richiesta di archiviazione e avviso alla persona offesa
- Art. 361 c.p. — Omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale
- Art. 367 c.p. — Simulazione di reato
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
- Il procedimento penaleLa querela: come si presenta, termini, remissioneChi, quando (3, 6 o 12 mesi), dove e come, differenza con la denuncia, remissione e sue conseguenze, i reati a querela dopo la riforma Cartabia.
- Il procedimento penaleCome sapere se si è indagati: il registro delle notizie di reatoIl certificato delle iscrizioni al registro delle notizie di reato: chi può chiederlo, che cosa risponde la procura, il segreto di 3 mesi, la retrodatazione.
- Il procedimento penaleL'archiviazione e l'opposizione della persona offesaL'archiviazione: quando il PM la chiede, l'avviso alla persona offesa con 20 o 30 giorni per l'opposizione, l'udienza e l'imputazione coatta.
- Il procedimento penaleLa vittima nel processo: persona offesa, parte civile, risarcimentoI diritti della vittima nel processo penale: persona offesa (memorie, avvisi, opposizione all'archiviazione), costituzione di parte civile (termini, effetti).
- Reati contro l'amministrazione della giustiziaLa calunnia (art. 368 c.p.)La calunnia: incolpare di un reato chi si sa innocente, pena da 2 a 6 anni con aggravanti, differenza con la simulazione di reato e la diffamazione.
- Reati contro l'amministrazione della giustiziaLa simulazione di reato (art. 367 c.p.)Denunciare un furto o una rapina mai avvenuti, anche contro ignoti: da 1 a 3 anni, reato di pericolo (Cass. 17461/2019), ritrattazione utile solo subito, art. 642.
- Reati contro l'amministrazione della giustiziaL'omessa denuncia di reato e l'omissione di refertoArtt. 361-365 c.p.: pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio, sanitari e referto in 48 ore; il privato non è obbligato, salvo rari delitti contro lo Stato.
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